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Andrea Ceriani

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si prega - si studia - si ride
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senXcosX

ovvero il blog di aNdReA
February 03

Q come QUOTATION

 
la lunga pausa facebookkiana non mi ha fatto scordare di avere un blog...
 
oggi leggendo il giornale del mio partito mi sono soffermato sull'intervista rilasciata da uno psicoterapeuta alla giornalista, circa il problema del disagio giovanile e dell'uso di sostanze "sballanti"...riporto in citazione (Q come QUOTATION)
 

 

Risé: è una generazione di giovani devastati
 DI LUCIA BELLASPIGA
 Lo hanno fatto «per noia», per «fi­nire la serata». E lo chiamano scherzo: «Cercavamo un barbo­ne cui fare uno scherzo, uno che dor­me per la strada... Volevamo provare u­na forte emozione». Così i tre folli di Nettuno hanno «spiegato» perché han dato fuoco a Navtej, immigrato senza tetto e senza lavoro che invano li sup­plicava di avere pietà. Parole che, com­menta lo psicoterapeuta e scrittore Claudio Risè, svelano la vera e terribi­le motivazione del gesto. 


 Possono ragazzi potenzialmente normali comportarsi in un modo tanto spietato? Che cosa sta accadendo alla nostra società? 
Come ha dichiarato il generale dei ca­rabinieri Vittorio Tomasone, non capi­re lo sfondo reale di questo atroce epi­sodio sarebbe come non vedere ciò che succede attorno ai nostri giovani. Quanto è accaduto a Nettuno ci dice molto sulla realtà disastrosa di tanti ra­gazzi di oggi, sulla loro devastazione psicologica, affettiva e cognitiva... Si tratta di un’azione terribile ma anche istruttiva, perché non è la prima volta che accade, anzi, ultimamente episo­di simili si sono ripetuti: solo tre mesi fa a Rimini altri giovani hanno brucia­to vivo un barbone italiano. 


Non uno straniero, in quel caso, ma pur sempre un debole, un emarginato. Ma che cosa li spinge a tanto?
 Un preciso mixing di due sostanze, le più usate in fatti così devastanti: alcol e cannabis. Ogni volta che la cronaca racconta di delitti orrendi, immanca­bilmente si deve registrare l’uso com­binato di queste due sostanze. Ma i me­dia parlano sempre genericamente di 'droga' anziché specificare che si trat­ta di cannabis, così in Italia si continua a pensare che quella sia una 'droga leg­gere', e il suo consumo cresce. Nel re­sto del mondo si è finalmente corso ai ripari, anche perché tutte le statistiche provano da anni che la cannabis è la droga più frequentemente associata ad atti di violenza. Infatti funziona su al­cune zone del cervello che controllano i centri inibitori, e inoltre stimola pro­prio quel bisogno di «sensazioni forti' che i tre ragazzi di Nettuno hanno di­chiarato esplicitamente. Quella 'ricer­ca di emozioni forti' che hanno de­scritto è il frutto della cannabis. 


 Terrificante. E i nostri ragazzini hanno facile accesso a una droga del genere?
 Mentre gli Usa già 10 anni fa hanno sferrato la loro guerra alla cannabis ab­battendone l’uso del 25% e l’Europa si è mossa da 4-5 anni, in Italia sopravvi­ve la terminologia del ’68 di 'droga leg­gera', così siamo l’unico Paese in cui ad esempio non si procede sistematica­mente con esami immediati per veri­ficare la presenza di cannabis nei casi di violenza ma anche di incidenti d’au­to. Siamo preda di un’arretratezza spac­ciata per liberalismo: il punto è que­sto, ed è prettamente politico, chi do­vrebbe agire e prendere le decisioni for­ti preferisce il solito indifferentismo... Lo hanno fatto tutti i governi. 


Ma intanto l'emergenza educativa cresce: se i ragazzi cercano lo sballo attraverso alcool e canne, dietro c'è un vuoto spaventoso, e davanti  il disastro...'
 Emergenza educativa? Sì, certo, ma le responsabilità non sono tanto delle fa­miglie quanto delle autorità pubbliche. Infatti ogni ragazzino ha accesso alle canne già a scuola o in qualsiasi loca­le, e dopo che ne ha fatto uso anche poche volte la partita si fa ardua , è dif­ficile tirarlo fuori da lì. Oggi in Italia il primo spinello si fuma sotto i 13 anni e le statistiche internazionali provano che, se l’assunzione inizia prima dei 15, nei successivi 5 il rischio di danni psichici (schizofrenia e psicosi) è mol­to elevato. Io sono sconcertato dal si­lenzio dei media e dall’ignavia dei po­litici italiani. 


 Salvo poi inorridire tutti all'ennesimo bruciato vivo dal branco.
 Che sia un immigrato o un italiano, purché solo e indifeso... È il 'diverso' che evoca nell’immaginario le parti o­scure di noi stessi. Stiamo allevando u­na generazione di giovani psichica­mente danneggiati, e insistere sul raz­zismo è spesso un alibi, un modo per divagare ideologicamente, e non am­mettere che stiamo consegnando i no­stri figli ai mercanti di droga. 

 

tutto ciò lo trovate scritto a pagina 8 de "Avvenire" di oggi, martedì 3 febbraio 2009...

beh...che dire fratelli...? non posso che sottoscrivere questo articolo...ciò che vedo ripetutamente ogni settimana è proprio quanto dice questa intervista...e, se posso, permettermi di indignarmi e un po' arrabbiarmi con quelli che ancora parlano di "droghe leggere", di "ognuno fa quello che si sente", di " fa più male fumare una sigaretta che farsi una canna", di "ma tanto ne fumo una ogni tanto per stare allegro con i miei amici.."....

non ho soluzioni in tasca, ma solo il desiderio di non vedere più così tanti ragazzi scappare dai propri problemi illudendosi che lo sballo di un po' d'erba li possa portare in paradiso...

Q come QUOTATION! ...dopo tanto tempo era necessario....
senXcosX




oggi come sempre...
"solo l'amore è credibile!"

 

November 13

P come PAROLE

      gli occhi fanno quel che possono
      niente meno e niente più
      tutto quello che non vedono
      è perché non vuoi vederlo tu


parole di un profeta?
profeta è colui che riesce ad interpretare il presente alla luce della Parola e mostra una strada sicura per il futuro…
è allora profeta…per qualcuno può darsi…allora, per solidarietà, la riflessione di oggi potrebbe chiamarsi P come PROFETA… potrebbe…P come PROBABILITA’, P come è POSSIBILECHE, P come PERDITEMPO o P come [un insulto a caso che inizia con questa consonante]…

P come PASSIONE…perché l’amore, sì, ancora lui, quello credibile, si fa tutto un fuoco, un qualcosa che ti slancia e ti lancia verso le P come PERSONE…quelle che incontri, quelle che vai a cercare, quelle con le quali  volente o nolente sei costretto a conviverci, perché, si sa, di P come PIANETI (uso il maschile plurale, perché potrebbe essere P come PERICOLOSO P come PARLARE di P come PIANETA) ne abbiamo uno solo…

P come PERCHE’, come quelli che continuamente ti lanciano addosso, cercando di denudarti di quelle poche certezze che rendono una vita vera…perché quei ragazzi, che spesso li vediamo seduti su una P come PANCHINA, già proprio loro, come dice mario enrico, il dominatore… “quei ragazzi sulla panchina hanno bisogno del Vangelo!”… e ti spogliano chiedendo il PERCHE’ di questo e di quello, chiedendo del PERCHE’ del loro dolore, del PERCHE’ della loro P come POVERTA’ o delle loro basse P come PROBABILITA’ di avere una vita felice…

P come PAZIENZA, perché con loro ce ne vuole tanta, all’inizio quando le domande riguardano generiche P come PORCATE… perché l’abbaglio di gioia passa anche da lì, da quel po’ di carne ferita dalla vita, che passa continuamente sotto colpi spesso duri da mandare giù…e poi, da quelle, si passa alle cose serie: la vita, la gioia, il dolore…tutte cose P come PREPARATORIE o P come PROPEDEUTICHE a parlare del loro bisogno primario: incontrare non P come PAROLE, ma una  P come Parola, quella che sa presentare in un gesto di fratello il volto di un P come PADRE…

da grande…beh, ovvio che mi faccio una famiglia…e poi voglio avere tanti figli, almeno sei, come me e i miei fratelli…si, voglio avere tanti figli, così posso dare loro tutto quello che è mancato a me…!

il sabato P come POMERIGGIO, mentre qualcuno canta qualche canzone a qualche P come PASSEROTTO…mi capita di sentire queste cose...ma anche di P come PEGGIORI (se una frase così può essere definita negativa. Almeno nella sua dimensione drammatica)

bestemmie, insulti, imprecazioni, turpiloqui…e tante altre cose brutte arrivano alle orecchie di chi li ascolta, ma in fondo son solo il modo di questi P come POVERI di Jhwh (leggi non Jahwe, ma Adonai), di chiamare qualcuno che si P come PRENDA cura di loro, li cerchi, li ami, li P come PERDONI…

ce ne sono così di P come PAROLE  ma per quello che volevo fissare oggi, può bastare così…
by

senxcosx


Pensiero condensato e concentrato romano

fuori piove…
e dentro molti non hanno di che coprirsi…

ma, un po’ da egoista, non soffro il loro freddo.
però succede che girando l’angolo

 

si incrocia lo sguardo di qualcuno.
quel qualcuno dal bus ti ha guardato,
ma poi ha continuato, giustamente la sua vita…

 

uno studente, o forse un viandante
pronto a scendere alla fermata.
fuori piove, e dentro molti non han di che coprirsi
ma mi sento più felice…
la vita, mia e di quel fratello, va avanti!


sarà il caso che io ritorni, dentro,

con gl’ altri, che nonostante tutto

continuiamo, felicemente la nostra vita…


QUOTATION

“Chi non vuol LAVARE, non mangi neanche!” Benedetto 16, ieri mattina ( - giusto, santo padre, ma se mi permette io aggiungerei anche un –si, “chi non vuol lavarsi non mangi neanche!!! – tu es petrus et ubi petrus ibi ecclesia!)

 

 

 

 

"solo l'amore è credibile!"

October 12

O come ORDINATO

 
né diacono né presbitero, ma semplicemente una delle cose che mi mancano, che desidero e alla quale aspiro...
eh si...l'ordine è proprio una interessante cifra sintetica che condiziona gran parte della mia vita: trascurando (non perché non sia importante, anzi!!!) l'Ordine, quello serio, con la O maiuscola, l'essere ordinato è proprio una cosa che non mi riesce (si scirve così?!? o "riescie"?...mah..Stralunato)....
 
 
terminata la lunga premessa a questo intervento mi piacerebbe essere ordinato (certo che si, anche domani!!!!) nel raccontare i tanti eventi di questo "circamesetto" che ho vissuto...
beh primo tra tutti, il seminario di Venegono inferiore, il glorioso e affascinante castello di Venegono dove tutti i presbiteri del nostro regno hanno studiato (o cercato di farlo) pregato e riso...da queste mura sono usciti fior fior di santi, da questi quadriportici sono passati personaggi che la storia ancora ricorda e il tutto, immerso nell'architettura anni Trenta di una abbazia su una collina che domina maestosa tutto il varesotto....
ma il Seminario non è solo un luogo, ma è sopratutto un tempo di vita: e allora i nuovi compagni, che sembrano essere non tanto nuovi (la novità non sta nel non averli mai incontrati, ma nel riprendere con alcuni di loro il cammino), i nuovi educatori, le nuove intriganti e impegnative materie teologiche, la nuova destinazione pastorale....
Milano, Baggio, appunto, parrocchia sant'Apollinare...che bella frontiera, una vera e propria missione umanitaria ma è davvero una bella avventura. peccato non poter riportare in stile citazione QUOTATION alcune parti dei colloqui che si hanno con i ragazzi del posto (per evidenti motivi di censura!!!) perché anche solo qualche frase servirebbe a rendere l'idea...
 
per il resto..beh..va tutto come sempre: per grazia di Dio sono quello che sono, un poveretto seminarello che cerca di andare avanti...ordinatamente verso gli ordini...
 
fol..mi sembri un po' desituato...ma te l'ho sempre detto...ti ripeto il primo consiglio (o consilio ???) che il mio padre spirituale di seveso continuava a ripetermi: DORMI !
 
O come ORDINATO Lampadina
 
ciao a todos
studiate e fatevi santi (anche coloro i quali non studiano più e di mestiere fanno i diavoli!)
senxcosx
 
 
QUOTATION
"servat ordinem et ordo serbabit te!" (non ricordo di chi sia...) che per i piccoli perditempo degli istituti tecnici vuol dire "conserva l'ordine e l'ordine conserverà te!"
 
 
 
 
"solo l'amore è credibile!"
September 15

N come NONVOGLIODIMENTICARENESSUNO


...e quindi ringrazio e saluto


tutti ...
...e ciascuno !!!

grazie a tutti per tutto...saluti e alla prossima amici...si parte !!!
cioè...si RI - parte... a presto!!!




solo l'amore è credibile!!!
September 10

M come MARIGA

 ...pausa risata....
...
...
...
ok ci sono...!!!


carissimi............
il titolo di "oggi" non è una cosa strana. penso sia, solo, il cognome di un grande lavoratore che di professione fa il fotografo e che è riuscito ad immor-talare alcuni dei momenti più belli di lunedi mattina, 8 settembre...
a pensarci bene, a conti fatti, tutto sommato, in verità...lunedì è stato, per ora, il giorno più bello della mia vita. eh si... e come in ogni bel giorno della vita le emozioni vanno a mille e le cose dette, fatte e vissute sono sempre un po' senza gambe...si rischia di fare passi falsi, di dire qualche scemenza, di non riuscire ad arrivare al cuore della persona che ha bisogno di una parola...

potrei raccontare i particolari,
ma sento ancora vibrare
corde pizzicate e suonate
da giorni pazzi...
e sono davvero poche
le parole che riesco a mettere insieme...
forse un forte sonoro silenzio
è quello che ci vuole,
per far passare questo uragano di eventi,
queste mille milioni di braccia che
ti strappano di qua e di là
con una lacrima
o con uno speranzoso sorriso
ti dicono una parola buona,
sussurandola nell'orecchio
o comunicandotela con un
caloroso abbraccio...
la parola allora è grazie
un commosso, per qualcuno sofferto
grazie...
ευχαριστώ !!!

M come MARIGA...Fotocamera



la sera di quel giorno io me li immagino così..un po' come vi ho visti oggi...seduti per terra...tutti zitti...forse anche senza lacrime..disorientati da così tanto male caduto su una vita così tanto innocente...acqua su acqua...male su male...e i perché non sono mai soddisfatti...tacevano..erano in undici...chissà come si sentivano presi in giro...forse, quello che Lui amava, ci credeva ancora: lo aveva sentito dire :"Giovanni, d'ora in poi mia madre sarà la tua mamma!". mi piace pensare (e poi gli studi non è che mi sconfessano più di tanto) che verso il 30 d.C., Giovanni avesse circa 16, 17 , 18 anni al max....Sicuramente Giovanni credeva ancora in Lui: è il primo che si è alzato a correre verso il sepolcro vuoto annunciato dalla loro amica Maria...
vi ho visti seduti per terra, disorientati, come quella squadra di calcio lo scorso 26 aprile, su tra quelle montagne trentine...gli stessi volti, le stesse domande...



August 23

L come LORIS CAPOVILLA

ovvero ...il super segretarione di G23...che con estrema lucidità e cortesia ha accetato di incontrare 4 illustri sconosciuti (cioè io, povero e disonesto peccatore, scortato da mamma e avuncole) e di dirci parole di (davvero) saggezza...che uomo!!!

continua intanto l'attesa di quello che è un po' il giorno dell'anno...365 giorni fa era il primo V day...quest'anno non lo so...l'emozione cresce la tensione sale...??? un pochito....
non sono mai stato così tanto (6 giorni consecutivi) nella fiorente lainate estiva e devo dire che è proprio un bel deserto tranquillo...girovagando qua e là per le vie in bicicletta è bello sentire come riesca ancora a voler bene a luoghi, strade, incroci, "graffiti" che fanno parte di questa città...bello...

beh...vi lascio...poche le cose da dire (meno male!)
a presto
senXcosX
August 10

I come INTERVALLO BREVE

piccolo e brevvissimo intervallo nei miei tanti e piccoli spostamenti estivi; tra giorni di vacanza e di campeggio, ora parto per una settimana di diaconia (cos'è la diaconia?!?!? cercatelo sul vocabolario, e scusate la fretta....)

sono ancora una volta molto preoccupato per le condizioni di salute di un nostro caro fratello e amico.
c'è da aspettare, c'è da sperare...
mi permetto di invitare tutti anche alla preghiera...
settimana scorsa il vangelo parlava di fede in grado di spostare montagne...una fede in quantità minima, piccola come un granellino, come un semino di senapa...
dieci secondi, una preghiera, una parola tutti insieme, tutti i giorni,  rivolta a quel Dio che Gesù ha chiamato Padre per la prima volta, per chiedere la vita per il nostro fratello Andrea....
ci conto amici che ogni tanto leggete le mie scemenze....


ciao fratelli alla prossima

forza andre! coraggio e non mollare...!!!


solo l'amore è credibile!

 
Photo 1 of 15
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